# 28 aprile, Giornata mondiale delle vittime dell’amianto: il racconto del passato, un monito per il futuro. URL canonico: https://www.vivogreen.it/consapevolezza-ambientale/28-aprile-giornata-mondiale-delle-vittime-dellamianto-il-racconto-del-passato-un-monito-per-il-futuro/ Versione LLM: https://www.vivogreen.it/llm/1501/28-aprile-giornata-mondiale-delle-vittime-dellamianto-il-racconto-del-passato-un-monito-per-il-futuro/ Data di pubblicazione: 28 Aprile 2025 Data ISO: 2025-04-28T01:00:00+02:00 Fonte: Vivogreen.it Testata: Vivogreen.it Tipo contenuto: notizia giornalistica Sezione: Consapevolezza Ambientale Argomento: amianto ## Sintesi Il 28 aprile si celebra la Giornata mondiale in memoria delle vittime dell'amianto. Un momento per ricordare coloro che hanno perso la vita, ma anche per cercare di limitare i danni ambientali. La tutela ambientale è rappresentata dall'insieme di norme… ## Articolo ## Il 28 aprile si celebra la Giornata mondiale in memoria delle vittime dell’amianto. Un momento per ricordare coloro che hanno perso la vita, ma anche per cercare di limitare i danni ambientali. La **tutela ambientale** è rappresentata dall’insieme di norme che possano garantire la salubrità di un territorio e della popolazione. Nelle realtà industriali, per secoli, è stata perpetrata una politica organizzativa che guardasse più al profitto che al benessere dei lavoratori. Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia, grazie alle lotte dei cittadini e dei lavoratori, è stato possibile acquisire maggiori garanzie in termini di sicurezza ambientale. Battaglie che, tuttavia, sono arrivate dopo **la morte di tante persone, vittime di un killer silenzioso: l’amianto**. Si tratta di un minerale molto presente in natura e proprio per questo motivo utilizzato di frequente in diverse realtà industriali. All’apparenza poteva sembrare un materiale miracoloso, considerata la sua capacità di resistere al calore. Già gli antichi Egizi e i Romani ne conoscevano e apprezzavano le proprietà ignifughe, utilizzandolo per tessere stoffe. Con lo sviluppo industriale la popolazione mondiale ha seguito la strada avviata dalle antiche civiltà, destinando l’asbesto nelle industrie tessili e navali.**Le proprietà miracolose dell’amianto hanno a lungo oscurato il suo aspetto tossico, tanto da essere utilizzato indisturbatamente.** ## Dall’amianto alla nascita dell’Eternit. Oggi la parola amianto genera orrore, sdegno e paura in tanti Paesi del mondo. Se nel presente è legata alla tossicità e alle malattie, nel passato era sinonimo di convenienza per tante industrie tessili e per i cantieri navali. **Tuttavia nel 1901 con il brevetto da parte di Ludwig Hatschek si diffuse in commercio una miscela fra amianto e cemento, che venne definita “Eternit**“. La scelta del nome non è casuale, derivando dal latino “aeternitas” per rimarcare l’indistruttibilità della combinazione fra cemento ed amianto. A partire dal 1911 l’Eternit guadagnò un’immensa popolarità, venendo usato per produrre lastre e tegole, ma anche tubi destinati agli acquedotti. Gli anni successivi si diffuse ampiamente, sino ad essere impiegato in oggetti di uso quotidiano. ## L’amianto da materiale ignifugo a killer silente. La società dei primi anni del ‘900, volta al progresso e allo sviluppo industriale, si è soffermata esclusivamente agli aspetti positivi dell’amianto. Politici, ingegneri, industriali hanno ignorato i danni che questo materiale stava infliggendo alla popolazione. I primi sintomi sono stati sottovalutati e non certo ricondotti all’esposizione all’asbesto. I primi studi sui rischi per la salute risalgono ai primi decenni del XX secolo. **Nel 1920, infatti, fu introdotto il termine “asbestosi” per indicare una patologia polmonare causata dal contatto con l’amianto.** ![](https://www.vivogreen.it/wp-content/uploads/2025/04/Asbesto.jpg) Credits foto Pixabay ## Le prime misure contro l’amianto. Compresa la tossicità di questo materiale tanto apprezzato, diversi Paesi europei iniziarono a mettere in pratica delle misure per limitarne l’utilizzo. **Il 1930 fu l’anno in cui furono condotti nel Regno Unito degli studi medici che confermarono la natura cancerogena dell’asbesto**. E nello stesso anno furono introdotti dei sistemi di ventilazione per arginare i danni. La Germania, nel 1943, fu il primo Paese a riconoscere la diretta correlazione fra mesotelioma e contatto con l’amianto, provvedendo a risarcire le vittime. La vera svolta arrivò nel 1983, anno in cui l’Islanda ne bandì definitivamente l’uso. ## L’Italia e la lotta all’amianto. In Italia, come in tanti altri Paesi, l’amianto è stato presente negli stabilimenti industriali, negli edifici, negli oggetti di uso comune. I danni si sono registrati anche nel territorio italiano, con un notevole aumento dell’incidenza di malattie polmonari.**Con la legge n257 del 1992 venne vietata la produzione, la lavorazione e la vendita.** Tale legge non segnò solo il diviato ma regolamentò anche le modalità di dismissione delle attività destinate all’estrazione del materiale. [L’Italia, inoltre, fu fra i primi Paesi ad occuparsi delle tutele pensionistiche dei lavoratori.](https://www.mondouomo.it/vivogreen-it/giornata-in-memoria-delle-vittime-damianto-il-killer-silenzioso-dei-luoghi-di-lavoro/) ## L’amianto è davvero scomparso? Oggi l’amianto è vietato in ben sessantasette Paesi, e questo indice potrebbe far ben sperare. Tuttavia viene da chiedersi se questo materiale tossico sia davvero sparito. In seguito al divieto è stata spesso predisposta anche una bonifica dei luoghi in cui è stato adoperato. Va considerato, però, che potrebbe ancora nascondersi in strutture ed edifici in cui non è stata effettuata alcuna bonifica. A**d oggi, infatti, in Italia solo il 25% della fibra killer è stata rimossa.**Continuando con queste tempistiche potrebbero occorrere altri settantacinque anni per eliminarla definitivamente dagli stabilimenti di produzione e dagli edifici. Un dato che conferma quanto sia ancora elevato il rischio ambientale. ## L’amianto continua a mietere vittime. Sono trascorsi più di trent’anni dalla data di divieto dell’amianto nel nostro Paese. Questo termine, però, non può rappresentare ancora un lontano ricordo. **Dopo un trentennio dalla fine dell’era gloriosa di questo materiale, le diagnosi di mesotelioma continuano ad aumentare**. L’incidenza di tale neoplasia deve essere ricondotta anche ai tempi di insorgenza che possono raggiungere anche i trent’anni. Le statistiche confermano che sono ben sessantamila le persone che, nell’ultimo decennio, hanno perso la vita a causa di malattie asbesto correlate. Come detto precedentemente, l’amianto, sebbene sia stato reso illegale, è ancora ampiamente diffuso sul territorio. E dunque il divieto, con la sua relativa legge potrebbero servire a ben poco se non si procede con adeguate e celeri opere di bonifica. ## 28 aprile, Giornata in memoria delle vittime dell’amianto. La questione amianto non è ancora risolta, e la sua strage continua. **Per sottolineare l’importanza della lotta contro l’asbesto è stata istituita la “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto” che cade il 28 aprile**. In questa giornata la popolazione mondiale volge il suo pensiero a coloro che hanno pagato con la propria vita la tossicità di un materiale altamento utilizzato. Non deve essere solo una giornata commemorativa e celebrativa ma in primis un momento per impegnarsi a non ripetere gli errori del passato. **Non solo memoria, ma anche un richiamo alla responsabilità, alla bonifica, all’impegno per garantire luoghi più sicuri alle nuove generazioni**. ## Link editoriali - Sezione Consapevolezza Ambientale: https://www.vivogreen.it/consapevolezza-ambientale/ - Argomento amianto: https://www.vivogreen.it/tag/amianto/