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Dal bostrico al Compasso d’Oro: quando il design salva le foreste

C’è un piccolo coleottero di cinque millimetri che sta decimando gli abeti rossi delle Alpi. Si chiama bostrico, e negli ultimi anni — complici i boschi indeboliti dalla tempesta Vaia — ha lasciato dietro di sé ettari di foreste trentine segnate, con il legno macchiato di azzurro dalla contaminazione fungina che accompagna il suo attacco. Un problema enorme. Che un gruppo di studenti, artigiani e designer ha deciso di trasformare in un’opportunità.

IncasTree: il progetto che nasce da una crisi

IncasTree è un progetto di design sostenibile nato in Trentino dalla collaborazione tra il Centro di Formazione Professionale ENAIP di Tesero — prima scuola al mondo certificata PEFC —, l’Associazione Artigiani Confartigianato Trentino e cinque aziende locali del settore legno-arredo, sotto la direzione artistica dell’architetto Giorgio Caporaso, art director di PEFC Italia. L’idea è semplice e potente: prendere il legno “bostricato”, quel materiale che l’industria tradizionale considera uno scarto, e nobilitarlo attraverso il design circolare.

Gli studenti dell’ENAIP hanno progettato e realizzato complementi d’arredo ispirati ai principi della circolarità — modularità, durabilità, riparabilità, disassemblabilità, riciclabilità — trasformando la memoria ferita delle foreste alpine in oggetti capaci di raccontare una storia di rinascita. Il legno azzurrato, con le sue venature particolari, da difetto si fa valore estetico.

Il riconoscimento: Menzione d’Onore al Compasso d’Oro

Ora quel percorso riceve il riconoscimento più autorevole del design italiano: la Menzione d’Onore ADI nell’ambito del XXIX Premio Compasso d’Oro. Un traguardo che arriva dopo la selezione all’ADI Design Index 2025 e che certifica come IncasTree non sia solo un bel progetto, ma un modello replicabile di innovazione territoriale responsabile.

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«IncasTree dimostra concretamente come la certificazione forestale possa dialogare con il design contemporaneo, creando valore ambientale, sociale ed economico», commenta Marco Bussone, Presidente di PEFC Italia. «Attraverso la collaborazione tra scuola, imprese e territorio, il progetto ha saputo trasformare una criticità ambientale in un’opportunità di innovazione e formazione».

Formazione, filiera, futuro

Ciò che rende IncasTree davvero esemplare è la sua dimensione educativa. Gli studenti non hanno simulato un processo produttivo — lo hanno vissuto per davvero, confrontandosi con materiali reali, professionisti del settore e una filiera certificata e tracciabile. «Quando gli studenti possono confrontarsi con processi produttivi autentici, la formazione diventa esperienza reale», sottolinea la professoressa Giada Mearns, coordinatrice del CFP ENAIP di Tesero.

Il messaggio che arriva da queste foreste trentine è netto: la crisi ambientale può diventare materia prima per l’innovazione. Basta avere la visione — e la volontà di fare rete.

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