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Boom silenzioso: in Italia il numero dei vegani è quintuplicato in dieci anni

Il veganismo non è più soltanto una moda, ma una scelta consapevole che accompagna le vite di tante persone che mettono la sostenibilità ambientale al primo posto

Il veganismo non è solo una filosofia alimentare, ma un modus vivendi che integra diverse abitudini che vanno ben oltre la tavola. Un individuo che sceglie di essere vegano mette al primo posto la salute ambientale, puntando su un modello virtuoso che fa bene all’ambiente. Stando ai dati emersi da un recente studio, il numero dei vegani in Italia è quintuplicato nel corso dell’ultimo decennio. Un dettaglio che racconta quanto i cambiamenti climatici e la necessità di scelte sostenibili concrete stiano contribuendo a trasformare anche il modo di pensare delle persone.

Veganismo, numeri in crescita

Per molto tempo il veganismo è stato affrontato con grande scetticismo. Trattandosi di un modo ben differente di alimentarsi e di seguire una dieta è stato accolto, almeno inizialmente, con diffidenza. Ci sono scene che possono descrivere molto bene l’incredulità che molte persone hanno mostrato dinanzi all’annuncio di un familiare o un amico di aver abbracciato il veganismo. Ogni vegano ha dovuto inerpicarsi in discorsi intrisi di luoghi comuni e domande che scavavano nelle pieghe più profonde di una scelta che ugualmente non avrebbero capito.

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Eppure, nonostante lo scetticismo, oggi essere vegano non è più una moda. Fino a qualche anno fa, infatti, poteva sembrare una scelta insolita e dettata da una tendenza del momento. Oggi i dati dimostrano che si tratta di una rivoluzione silenziosa. Nel 2014, lo 0,6% degli italiani si professava vegano. Un numero che nel 2026 è salito al 3,2%. Potrebbe sembrare un margine di crescita basso, ma non è così. In poco più di un decennio il numero di persone che abbracciano la filosofia vegana è quintuplicato. E nonostante sia ancora molto elevata la percentuale di coloro che continuano a consumare carne e alimenti di origine animali, qualcosa sta cambiamento anche nelle loro idee riguardo la sostenibilità.

Una rivoluzione silenziosa che non trasforma la tradizione gastronomica italiana

Sebbene sia fondamentale parlare di sostenibilità e soprattutto applicare questo concetto all’alimentazione, bisogna ricordare che l’Italia è la patria del buon cibo. Le tradizioni gastronomiche del Belpaese portano in tavola piatti che raccontano la storia del territorio. E in queste pietanze non sempre è facile riuscire ad eliminare la componente di derivazione animale. La Penisola continua ad essere il Paese delle grigliate all’aperto, del ragù, delle polpette e della bistecca. Tuttavia abbracciare una nuova filosofia alimentare non significa eliminare il patrimonio gastronomico italiano.

La crisi climatica richiede delle inversioni di tendenze e delle scelte di vita, che mettano al primo posto l’ambiente. In questo contesto il veganismo cresce senza imporsi, ma rappresentando come opzione valida e non più come una tendenza. Per un lungo periodo, i vegani sono apparsi come delle figure in grado di rovinare le cene, di creare disagio fra una portata e l’altra, come coloro che leggevano affannosamente le etichette. Quel 3,2% continua a rappresentare una minoranza, ma indica un cambiamento che punta al benessere dell’ambiente. Il veganismo non vuole in nessun modo aborrire la tradizione culinaria nostrana, ma in quell’opzione potrebbe molto di più di una dieta da seguire.

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