L’importanza della consapevolezza del valore alimentare; un valore che non va quantificato solo dal punto di vista economico, ma anche umano. Il cibo è un bene che va tutelato, e mai sprecato, per questo motivo è bene conoscere a fondo il fenomeno dello spreco alimentare.
Il cibo è uno dei beni più preziosi di cui l’essere umano dispone. Nutrirsi è una delle necessità degli esseri umani, tanto da fare di tutto per procurarsi ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere. Tuttavia la natura ha disposto che in ogni angolo della Terra ci siano alimenti differenti, dando vita a prodotti tipici locali. In Italia, ad esempio, sarà più facile trovare una mela in Trentino piuttosto che in Sicilia, così come sarà più semplice trovare una buona arancia in Sicilia piuttosto che in Piemonte. Dunque ogni alimento diventa un tratto distintivo di un luogo, raccontandone la storia e le tradizioni. Il cibo rimane il bene più prezioso dell’essere umano, e proprio per questo motivo non deve essere mai sprecato.
Lo spreco alimentare, infatti, è una delle pratiche più diffuse in Italia e non solo, portando le persone ad acquistare cibo di cui non hanno realmente bisogno per poi non consumarlo. Va ricordato che molti alimenti sono deperibili e possono andare a male nel giro di pochi giorni. Inoltre anche i prodotti confezionati e a lunga conservazione possiedono una data di scadenza entro la quale devono essere consumati. In un’ottica di sostenibilità, il contrasto allo spreco alimentare gioca un ruolo di fondamentale importanza. Una responsabilizzazione dei comportamenti, unita a consigli pratici possono rappresentare un valore aggiunto per combattere tale problematica.
Cos’è lo spreco alimentare.
Il food waste rappresenta un problema globale che sta nuocendo sia il Pianeta che la popolazione. Per spreco alimentare si intende il consumo inefficiente delle risorse alimentari. Dunque si considera sia il cibo prodotto e non consumato, quanto il cibo perduto lungo la linea di produzione. Pertanto si tratta di un problema che ingloba anche le grandi industrie, responsabili di dispersione di alimenti semilavorati. Il food waste non costituisce solo un problema economico, ma anche etico, oltre che ecologico.
Perchè bisogna combattere lo spreco alimentare.
Ogni bene prezioso andrebbe tutelato, e utilizzato nelle giuste quantità. Gli alimenti vanno acquistati e consumati dopo pochi giorni, in modo da non farli deperire. Lo spreco alimentare risulta altamente dannoso per svariati motivi; per tali ragioni deve essere contrastato. Il food waste risulta impattante per l’ambiente, poiché il cibo non consumato diventa rifiuto. Inoltre una iniqua distribuzione del cibo non fa altro che aumentare il divario fra alcune zone del mondo e determinati ceti sociali. Per quanto concerne l’alimentazione risulta esserci una sostanziale sperequazione fra chi ha troppo cibo e chi, invece, ne ha troppo poco.

Lo spreco alimentare domestico.
Come detto precedentemente lo spreco alimentare può avere varie declinazioni, riguardando l’ambito domestico, ma anche la catena di produzione. Lo spreco alimentare domestico risulta essere quello più conosciuto, coinvolgendo gran parte della popolazione dei Paesi più sviluppati. Negli Stati con un maggior indice di benessere tale fenomeno sembra essere più diffuso. La disponibilità economica spinge le persone a reperire facilmente grandi quantità di cibo e prodotti confezionati, tanto da sprecarlo facilmente.
Lo spreco alimentare nella rete di produzione e distribuzione.
Come accennato precedentemente lo spreco del cibo non si limita solo all’ambito domestico, ma riguarda anche la linea della produzione e della distribuzione degli alimenti. I prodotti agro-alimentari dai campi o dal mare devono raggiungere il luogo in cui vengono lavorati; molto spesso, però, capita che tali alimenti si perdano durante il tragitto. Nella fase di post- lavorazione, nella linea di distribuzione può verificarsi un’ingente perdita di prodotti.
I numeri dello spreco alimentare.
In Europa i numeri dello spreco alimentare sono elevatissimi, ammontando fino ad 89 milioni di tonnellate, cioè 180 kg per ogni cittadino europeo. Tale fenomeno ha delle ripercussioni negative non solo a livello economico, ma anche a livello ambientale. Lo spreco degli alimenti risulta altamente impattante per il nostro Pianeta, disperdendo un gran numero di rifiuti. Inoltre va considerata la dispersione di materie prime utilizzate per produrre tali alimenti, ed inoltre le emissioni adoperate nel corso della sua produzione e distribuzione. Pertanto che il food waste avvenga nell’ambito della produzione, o nell’ambito domestico risulta ugualmente dannoso per il benessere ambientale.

Le cause dello spreco alimentare.
Dopo aver parlato a lungo del problema, viene da chiedersi perché, nonostante il progresso e la civilizzazione, si sprechi ancora un bene così prezioso. La risposta sta in una mancata consapevolezza del valore del cibo. In molti Paesi, anche altamente sviluppati ed industrializzati, vige ancora un’ignoranza di fondo che impedisce alla popolazione di comprendere che il cibo non deve essere sprecato.
Perchè il cibo sprecato fa male all’ambiente.
Dove finisce il cibo che non viene consumato nelle case, o peggio ancora che viene disperso lungo la linea di produzione? Solitamente in discarica. A quanto pare, infatti, è ancora troppo basso il cibo che viene recuperato e riutilizzato. I rifiuti giunti nelle discariche non fanno altro che aumentare il livello di emissioni di gas, fra cui il metano. Dunque tale problematica non riguarda solo la sfera sociale ed economica, con una sperequazione delle risorse alimentari, ma anche l’ambiente, apportando un numero di rifiuti ancor più elevato.
Come combattere il food waste.
Ogni risorsa di cui disponiamo deve essere tutelata. Avere cura di un bene è l’unico modo possibile per poterne usufruire più a lungo. Pertanto è bene che la popolazione mondiale comprenda quanto prima la necessità di non sperperare il cibo né fra le mura domestiche, né nella linea di produzione. I vari Stati, infatti, dovrebbero educare le nuove generazioni al rispetto per i prodotti che la natura ci dona. Sarebbe opportuno inserire delle lezioni di educazione alimentare fin dalla scuola primaria, insegnando ai più piccoli il rispetto per il cibo e a dosarlo adeguatamente. Inoltre bisognerebbe inserire tecnologie più moderne, in grado di azzerare lo spreco nella linea della produzione. Una maggiore consapevolezza da parte di ogni singolo individuo potrebbe portare ad una drastica riduzione del fenomeno analizzato.
