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Le foreste italiane crescono (e finalmente lo certifichiamo): i dati del Rapporto PEFC 2026

Oltre 1,1 milioni di ettari di bosco gestito in modo sostenibile. Tre nuove regioni nel sistema. E un boom di aziende che scelgono la tracciabilità. Il Rapporto PEFC 2026 è una boccata d’aria fresca — nel senso più letterale possibile.

[PEFC] Bosco - ph PEFC Italia _ Amiata

Oltre 1,1 milioni di ettari di bosco gestito in modo sostenibile. Tre nuove regioni nel sistema. E un boom di aziende che scelgono la tracciabilità. Il Rapporto PEFC 2026 è una boccata d’aria fresca — nel senso più letterale possibile.


Quando si parla di foreste, spesso si finisce a ragionare di distruzione: deforestazione, incendi, consumo di suolo. Ci vuole coraggio — e qualche buona notizia — per cambiare prospettiva. Il Rapporto Annuale 2026 di PEFC Italia è esattamente questo: una di quelle notizie che fa piacere leggere, perché i numeri, per una volta, vanno nella direzione giusta.

1,1 milioni di ettari. Lasciamo che il numero faccia il suo effetto.

A fine 2025, in Italia sono 1.124.507 ettari di foresta certificata PEFC — ovvero gestita secondo standard rigorosi di sostenibilità, con audit indipendenti, tutela della biodiversità e rispetto degli ecosistemi. Rispetto all’anno precedente, la superficie è cresciuta di 63.447 ettari, un +6% che non è solo una statistica: è territorio reale, boschi reali, alberi reali che vengono protetti e valorizzati con metodo.

Per chi non conosce PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes), si tratta del principale sistema internazionale di certificazione forestale. In pratica, garantisce che il legno, la carta e i prodotti che derivano da una foresta certificata provengano da una gestione che rispetta l’ambiente, le comunità locali e le generazioni future. Un po’ come la certificazione biologica per il cibo — ma per i boschi.

Il Sud entra in gioco: Campania, Puglia e Molise fanno il loro ingresso

Una delle notizie più belle del Rapporto 2026 riguarda il Mezzogiorno. Per la prima volta, tre regioni del Sud Italia sono entrate nel sistema di certificazione forestale PEFC: Campania, Puglia e Molise. Non si tratta di grandi numeri iniziali — si parla di qualche migliaio di ettari in totale — ma il significato è importante.

Il sistema si estende. La cultura della gestione forestale sostenibile scende verso Sud, dove i boschi esistono, hanno valore, e meritano lo stesso livello di attenzione e cura che si riserva alle grandi foreste alpine. È un inizio, e gli inizi vanno celebrati.

A Nord, nel frattempo, il Trentino-Alto Adige si conferma capofila con quasi 600.000 ettari certificati, seguito da Piemonte (che scala la classifica superando il Friuli-Venezia Giulia) e Friuli-Venezia Giulia. Il Centro Italia registra una spinta particolarmente significativa.

Le foreste non producono solo legno: i servizi ecosistemici certificati raddoppiano

Questa è forse la parte del Rapporto che, da appassionati di ambiente, ci emoziona di più. Nel 2025, la superficie coperta da certificazioni PEFC per i servizi ecosistemici ha praticamente raddoppiato, arrivando a quasi 55.000 ettari.

Cosa vuol dire in concreto? Significa che sempre più foreste vengono riconosciute e valorizzate non solo per il legno che producono, ma per tutto quello che fanno silenziosamente ogni giorno: assorbire carbonio, proteggere la biodiversità, offrire spazi di benessere e turismo responsabile. Le certificazioni attive riguardano funzione climatica (22 certificazioni), turismo (8), benessere in foresta (4) e tutela della biodiversità (3).

È un cambio di paradigma culturale oltre che tecnico: il bosco non è solo una risorsa da sfruttare, ma un ecosistema da proteggere e far conoscere. E ora lo possiamo dimostrare, dati alla mano.

Le aziende ci credono: +11,5% di imprese certificate

Non è solo una questione di boschi e territori. La sostenibilità deve attraversare tutta la filiera, dall’albero al prodotto finito. E anche qui i dati parlano chiaro: nel 2025 sono 183 le nuove aziende che hanno ottenuto la certificazione di Catena di Custodia PEFC, portando il totale a 1.735 imprese. Un incremento dell’11,5% che rappresenta il secondo miglior risultato di sempre in un singolo anno.

Edilizia, infissi, imballaggi, carta, energia da biomasse: i settori coinvolti sono diversi, e la crescita è trasversale. Particolarmente significativo il balzo delle aziende che producono energia da legno e materiale cellulosico, cresciute dell’85,7%. Un segnale che la transizione energetica e la gestione forestale sostenibile stanno cominciando a parlarsi sul serio.

Perché questa notizia ci riguarda tutti

Comprare un quaderno, scegliere un pavimento in legno, portare i bambini in un bosco gestito responsabilmente: ogni scelta di consumo può sostenere — o minare — questo sistema. La certificazione PEFC esiste per rendere queste scelte possibili e verificabili.

Come sottolinea Marco Bussone, Presidente di PEFC Italia, ora serve passare dalle certificazioni all’uso concreto: il legno certificato italiano deve essere scelto, acquistato, valorizzato. Ridurre le importazioni di materiale non certificato dall’estero è il passo successivo, quello che trasforma i numeri di un rapporto in impatto reale sul pianeta.

Nel frattempo, possiamo iniziare da qui: imparare a riconoscere il marchio PEFC quando lo vediamo su un prodotto. È un piccolo gesto, ma i boschi — e i dati — ci dicono che funziona.

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