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Hamburger, trovati batteri resistenti agli antibiotici in quattro marchi: a quali prestare attenzione

Hamburger (1)

Credits foto Pexels

Il test del Salvagente condotto sugli hamburger ha riscontrato tracce di batteri resistenti agli antibiotici in ben quattro marche.

Nel momento in cui ci rechiamo al supermercato per fare la spesa dobbiamo essere quanto più informati possibile. Molto spesso riteniamo che basti leggere le etichette per sapere nello specifico cosa stiamo acquistando. Ma credete che sia sufficiente limitarci alla lettura degli ingredienti presenti nel prodotto per sentirci al sicuro? Tecnicamente i prodotti alimentari che troviamo sugli scaffali sono controllati e dunque sicuri. Tuttavia c’è qualcosa che sfugge anche ai controlli più minuziosi. Motivo per cui il Salvagente ha voluto indagare per verificare l’eventuale presenza nella carne di batteri resistenti agli antibiotici.

I risultati del test sugli hamburger

Sull’ultimo numero della rivista sono stati pubblicati i risultati del test condotto sulla carne macinata. Per quanto riguarda l’aspetto normativo non sono emerse irregolarità: non sono presenti salmonella e listeria. Dati che potrebbero rassicurare il consumatore, ma analizzando a fondo emerge dell’altro. Quattro hambuger su dodici presi in esame hanno rilevato la presenza di batteri resistenti agli antibiotici. Un terzo del campione preso in esame ospita dei microrganismi che possiedo la capacità di resistere agli antibiotici che assumiamo per combattere un’infezione.

Dunque nel momento in cui scegliamo di mettere nel nostro carrello una confezione di hambuger ignoriamo il pericolo a cui stiamo andando incontro. Questi prodotti alimentari rientrano fra le principali cause di antibiotico- resistenza, una condizione che rende inefficaci i trattamenti, aumentando il tasso di mortalità.

Una mancanza normativa preoccupante

Una volta appurato che in alcuni marchi di carne lavorata sono presenti batteri resistenti agli antibiotici, viene da chiedersi per quale motivo non esista una legge che renda obbligatori i controlli. Non esiste, infatti, alcuna legge che obblighi i produttori a verificare la presenza di questi microrganismi nei loro prodotti. I controlli si limitano agli allevamenti e al macello, non vanno oltre e non arrivano al momento della lavorazione e del confezionamento della carne. Una mancanza normativa allarmante, considerato che l’antibiotico- resistenza provoca ben 12.000 decessi all’anno.

Gli hamburger che contengono i batteri resistenti agli antibiotici

Secondo i dati diffusi da il Salvagente sono quattro i marchi di hambuger in cui è stata riscontrata la presenza dei microrganismi resistenti agli antibiotici:

  • Terre d’Italia – Carrefour – Hamburger con Marchigiana, in questo hamburger sono stati trovati strafilococchi resistenti a cinque antibiotici.
  • Hamburger di Chianina – Lidl, in cui sono stati individuati strafilococchi resistenti a quattro antibiotici e un ceppo di Escherichia coli.
  • Gramhamburger di Scottona, dove sono stati riscontrate resistenze agli strafilococchi.
  • La collina delle bontà – Eurospin, maxi hamburger di Scottona, che presenta caratteristiche simili al prodotto Gram.  

I consigli per ridurre i rischi

Il messaggio che emerge dal test è quello di informarsi bene prima di acquistare un prodotto, soprattutto se si tratta di carne lavorata e confezionata. Tuttavia c’è anche un secondo aspetto da tenere in considerazione ed è legato alla cottura della carne. Sicuramente un hamburger al sangue presenta un gusto più intenso e gradevole. La cottura al sangue è una delle più apprezzate dai buongustai. In presenza di carne macinata, però, sarebbe opportuno optare per tempi di cottura più lunghi, in modo da uccidere i batteri.

Per eliminare i rischi, tuttavia, occorre intervenire nella linea di produzione. L’antibiotico-resistenza rappresenta un’emergenza sanitaria globale e non può essere ignorata né dalla politica, né dai produttori, né dai consumatori.

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