La strategia della Francia contro lo spreco alimentare, che dovrebbe seguire anche l’Italia
Lo spreco alimentare è uno dei principali problemi della società occidentale. La Francia ha adottato un modello a per contrastarlo. Un esempio che potrebbe e dovrebbe essere seguito anche dall’Italia.
Lo spreco alimentare rappresenta un grave problema per l’ambiente, considerando che il cibo che non viene consumato finisce nelle pattumiere. Non è qualcosa che si verifica nelle case, dove le dispense risultano essere troppo piene; ma va ben oltre, interessando l’intera filiera. Lo spreco alimentare, infatti, ingloba anche la perdita di cibo lungo la linea della produzione della distribuzione.
Fra le cause principali va annoverati gli acquisti eccessivi, la cattiva conservazione dei prodotti in frigo, l’incomprensione delle date di scadenza. Il food waste ha un impatto negativo sull’ambiente, poiché sprecare cibo significa non solo produrre rifiuti, ma anche sprecare acqua e risorse naturali.
Comprendendo l’esigenza di tutelare le risorse naturali, la Francia ha compiuto un passo significativo importante nella lotta alla perdita di cibo.
La legge per ridurre lo spreco alimentare
Già nel lontano 2016, la Francia ha deciso di agire concretamente per limitare gli sprechi. In che modo? Impedendo che il cibo ancora commestibile finisse nei cassonetti. Il deputato Guillaume Garot ha promosso l’iter parlamentare per trasformare un’abitudine in un illecito. Ed ora i supermercati con più di 400 metri quadrati di superficie non possono più cestinare la merce invenduta che risulta ancora edibile, ma devono destinarla alla donazione.
In appena due anni la norma ha sortito effetti notevoli, riducendo notevolmente lo spreco nazionale. Già nel 2018 il 93% dei supermercati risultava coinvolto in programmi di donazione. Nello stesso anno la legge è stata estesa anche alla ristorazione, con lo scopo di ridurre ulteriormente il food waste.

Sanzioni e incentivi per favorire un obiettivo comune
Con l’entrata in vigore di questa legge, lo spreco alimentare non si limita ad essere una cattiva abitudine ma diventa un vero e proprio illecito. Sono previste sanzioni amministrative per tutti coloro che non rispettano i limiti imposti. Le multe possono arrivare fino a migliaia di euro e i controlli sono delegati alle autorità locali.
Allo stesso modo la legge prevede delle agevolazioni per tutte le attività che seguono le norme e donano i prodotti invenduti.
Un equo sistema in cui vengono puniti gli inadempienti e premiati i virtuosi con lo scopo di ridurre gli sprechi e aiutare l’ambiente.
