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Niscemi, quando cambiamenti climatici e incuria danno vita ad un disastro

Niscemi

Credit foto Instagram@niscemifan

La tragedia di Niscemi ha dimostrato quanto possano essere dannosi i cambiamenti climatici, soprattutto se associati all’abbandono del territorio.

Nel momento in cui parliamo di cambiamenti climatici, non sempre siamo in grado di comprendere quanto possano essere nocivi. Le persone non hanno ancora acquisito la completa consapevolezza dei danni ambientali. Solo quando osserviamo con i nostri occhi i disastri naturali, riusciamo a capire quanto la natura non sia più in grado di reggere i continui sussulti antropici.

Il dissesto di Niscemi sta mettendo in luce la forza e l’atrocità dei cambiamenti climatici. L’intensità della pioggia ha provocato la frana della collina che scende verso Gela. Le immagini del fango, delle case distrutte, delle persone costrette a lasciare la propria abitazione sono tristi e potenti. Una condizione che non smaschera solo la potenza dei problemi ambientali, ma anche l’incuria delle amministrazioni locali.

Niscemi: un dissesto che poteva essere evitato

Da alcuni giorni la comunità di Niscemi, paese in provincia di Caltanissetta, è salita agli onori della cronaca a causa del disastro che l’ha colpita. L’abbondante quantità di pioggia ha causato la frana della collina, facendo scivolare parte della struttura collinare verso la piana di Gela. Disagi, quartieri evacuati, migliaia di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.

Come spesso accade in questi casi, dinanzi alla distruzione, alla paura e al dolore si accende l’interrogativo su quali possano essere le cause. Cosa ha provocato la frana? E mentre si cercano le responsabilità, mentre i personaggi politici giocano alla patata bollente, la collina continua a scendere verso la piana di Gela.

Un evento che ha dei precedenti

Gli eventi franosi di Niscemi non si possono certo definire improvvisi e imprevedibili. Quello che sta accadendo nel corso degli ultimi giorni era previsto, anzi ha anche un precedente risalente a quasi tre decenni fa. Nel 1997 si verificò, nella stessa area, una frana di grande portata. Documenti, risalenti al 1700, confermano movimenti franosi già in quel periodo. Le case costruite sul bordo della collina, ad passo dal vuoto non hanno certo aiutato ad arginare il rischio.

Nel 1997, dopo la frana devastante, alcune case furono demolite e ne furono costruite altre. Tuttavia in tutto questo lasso di tempo è mancato un vero intervento strutturale per la messa in sicurezza del territorio.

La risposta della Protezione civile e della Sicilia

Al momento Protezione civile e Regione sono al lavoro per limitare i danni della frana. Il Governo ha stanziato un primo contributo economico alle famiglie sfollate. La politica nazionale è arrivata a Niscemi, promettendo fondi e sostegno. Al contempo, però, il paese resta isolato, le strade chiuse, le scuole inagibili. La vita non scorre più con il ritmo lento e rilassato della provincia siciliana, ma è scandita dalla paura di essere trascinati dal fango, sotto il peso dell’incuria istituzionale.

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