Milano-Cortina 2026: legno certificato per Olimpiadi sostenibili
Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 stanno dimostrando che sostenibilità e grandi eventi possono convivere.
Tre opere olimpiche hanno scelto il legno certificato PEFC come elemento costruttivo principale, ottenendo un risultato ambientale significativo: 6.764 tonnellate di CO₂ evitate grazie all’utilizzo del legno al posto dell’acciaio strutturale.
In collaborazione con MondoOlimpiadi.it
Dal Trentino a Milano: filiera corta e tracciabilità
Il Centro del Fondo di Lago di Tesero, in Val di Fiemme, rappresenta il caso più emblematico. L’Edificio TV, costruito per i Mondiali di Sci Nordico 2013, ha utilizzato quasi 13.000 metri quadrati di materiale legnoso certificato PEFC, tutto proveniente da filiera locale trentina. Pannelli XLam in abete rosso, tavolati della Magnifica Comunità di Fiemme e rivestimenti in larice dei boschi locali: ogni elemento è tracciabile e verificato.
La scelta del legname a chilometro zero ha portato un ulteriore beneficio: circa 60 tonnellate di CO₂ risparmiate evitando importazioni da Paesi lontani. Anche lo Stadio del Fondo “Fabio Canal” ha seguito la stessa filosofia, con 1.443 metri quadrati di pannelli XLam e legno lamellare locale.
A Milano, il Villaggio Olimpico di Porta Romana dimostra che la stessa logica funziona anche in contesto urbano. Circa 15.000 metri quadrati di pannelli XLam certificati PEFC sono stati utilizzati per i tamponamenti di un complesso che, dopo i Giochi, diventerà studentato.
Cosa garantisce la certificazione PEFC
La certificazione PEFC assicura che il legno provenga da foreste gestite responsabilmente e da una filiera completamente documentata. “Il legno certificato PEFC offre una garanzia concreta lungo tutta la filiera: dalla foresta al prodotto finito”, spiega Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia.
Milano-Cortina 2026 si conferma così non solo un evento sportivo, ma un laboratorio di innovazione sostenibile nelle costruzioni, con infrastrutture progettate per durare ben oltre i Giochi e lasciare un’eredità concreta alle comunità locali.
